Pubblicato in Rassegna stampa

18 Sep 19 Al Palazzo Ducale di Gubbio un nuovo percorso espositivo

Domenica 22 settembre 2019, alle ore 17, in occasione delle Giornate europee del patrimonio, al Palazzo Ducale di Gubbio sarà inaugurato un nuovo percorso espositivo fruibile al pubblico a partire dal giorno successivo nei consueti orari di apertura.

Con l’occasione sarà presentata la nuova comunicazione, realizzata da Maggioli Musei con gli architetti Filippo Fineschi e Nicola Nottoli, che si compone di agevoli pannelli didattici in doppia lingua (italiano/inglese) e di ‘touch screen’ per esaminare le opere esposte, con contenuti in italiano, inglese e spagnolo. In questi apparati si pone particolare attenzione alla storia del Palazzo e dei suoi arredi, anche di parte di quelli venduti e rintracciati in collezioni italiane e straniere.

Attraverso lo scalone d’onore sarà possibile accedere all’area del Palazzo dove è ancora leggibile l’assetto della cosiddetta Corte vecchia, il nucleo della prima residenza comunale raccordato attraverso la Platea Communis al Palazzo della Guardia, posto a valle. Entrambe le costruzioni, poi inglobate nella residenza ducale, e la vicina cattedrale si affacciavano sulla Platea Communis, dove l’autorità comunale dispose la costruzione della fonte dell’Arengo, documentata fino al 1375. Quando, nella seconda metà del Quattrocento, Federico da Montefeltro chiuse la piazza per farne il cortile del Palazzo, i resti del monumento civico vennero definitivamente smantellati, riciclati e in parte sotterrati.

Tra i materiali lapidei in deposito nel Palazzo, alcuni dei quali recuperati all’interno di una botola grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione “Buio Verticale”, sono stati riconosciuti frammenti appartenuti all’importante monumento. Con un paziente studio – a cui hanno collaborato anche Fabrizio Cece e Francesco Mariucci -, e un appassionato restauro eseguito da un team dell’Ikuvium diretto da Raffaele Burocchi, viene presentata in questa nuova ala una porzione della perduta Fonte dell’Arengo. Pietre e marmi lavorati lasciano intuire l’esistenza di due vasche poligonali concentriche, degradanti verso l’alto.

Nonostante l’esiguo numero dei reperti pervenuti, l’esemplare eugubino può essere annoverato tra quelli che sullo scorcio del Duecento subiscono l’influsso dalla celeberrima Fontana Maggiore (1278) di Perugia realizzata da Nicola e Giovanni Pisano. Tramite una suggestiva presentazione degli elementi pervenuti viene restituita la memoria di un monumento civico finora noto soltanto da testimonianze documentarie. Nel nuovo percorso hanno trovato collocazione anche la Crocifissione tra santi d’inizio Quattrocento, riconducibile all’ambito di Ottaviano Nelli, e tre porte del Palazzo tornate nella sede originaria dopo un lungo intervento conservativo diretto da Maria Venturi, Gabriella Bazzucchi e Antonio Procacci del Liceo Artistico – Polo Liceale Mazzatinti, cui hanno preso parte allievi coinvolti in un progetto di alternanza scuola-lavoro.

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