Pubblicato in Rassegna stampa

15 Mar 18 Urbino: mostra delle opere di Andrea Martinelli

Domenica 18  marzo sarà inaugurata alla Sala del Castellare di Palazzo Ducale di Urbino, la mostra ideata e curata da Vittorio Sgarbi dedicata a Andrea Martinelli, dal titolo “L’ombra, gli occhi e la notte”

La mostra, promossa dal Comune di Urbino, sarà visitabile fino al prossimo 30 maggio. Maggioli Musei ha curato la realizzazione del catalogo della Mostra con la prefazione di Vittorio Sgarbi, le testimonianze di Moni Ovadia e Paolo Crepet.

Andrea Martinelli è uno dei pittori e disegnatori italiani più affermati, che si è distinto per la sua originale ricerca, ricca di riflessioni e spunti critici sul tema delle ombre, del volto e della figura umana.

La mostra di Urbino arriva dopo le sue ultime esposizioni in due luoghi simbolo dell’arte italiana come la Galleria degli Uffizi e la Biennale di Venezia. Le sale di Palazzo Ducale ospiteranno quaranta opere dell’artista realizzate nell’ultimo decennio, molte delle quali di grandi dimensioni e alcune molto recenti e inedite.

La matrice di tutto il lavoro dell’artista toscano è il disegno, che è tratto distintivo di tutta l’arte fiorentina e dei grandi artisti toscani. Il disegno, nelle figure umane e nei volti di Martinelli, è inteso non soltanto come esercizio grafico, ma come espressione di un linguaggio figurativo e di un pensiero che esplora la profondità umana.

«Noi vediamo in lui la testimonianza di una formidabile ricerca di mestierescrive il curatore Vittorio Sgarbi – un risalire alle fonti della tradizione pittorica italiana e tedesca del disegno, con una partecipazione straordinaria, legata a sentimenti veri, di famiglia, di tradizione, nel nome del padre e nel nome del nonno (entrambe le opere nelle Sale del Castellare ndr). Quindi con radici profonde, contadine, in cui si avverte un’Italia che non ha scontri, come oggi spesso avviene, ma in cui si crede, in valori che dovrebbero essere di tutti, valori che Martinelli ricostruisce risalendo a un tempo perduto, a cui deve corrispondere anche un disegno perduto. Un pittore attualissimo, ma le cui fonti risalgono alla grande tradizione classica italiana».

Come riporta anche l’articolo del Corriere della Sera “Andrea Martinelli, un mondo di volti” ed il Corriere Adriatico in “Martinelli, l’identità scavata nei volti”, l’artista resta un pittore attualissimo, ma le cui fonti risalgono alla grande tradizione classica italiana.

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